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Notizie Storiche

Giuseppe Lisio, nato nel 1870 a Roccamontepiano in provincia di Chieti, dopo una prima lunga esperienza nell’ambito del tessile in seta presso la “Luigi Osnago” di Milano, apre nel 1906 a Firenze il primo negozio e un laboratorio con pochi telai a mano.

Il suo intento è quello di mantenere in vita uno dei più prestigiosi settori dell’artigianato italiano che trova linfa attraverso le sue radici nel Medioevo e nel Rinascimento.
I dipinti dei grandi pittori italiani come pure le opere d’arte decorativa, ma soprattutto gli esemplari di tessuti serici antichi, sono le fonti alle quali Giuseppe Lisio si ispira per l’elaborazione dei repertori disegnativi della sua produzione.

Il successo è vastissimo affermando sul mercato italiano ed estero un marchio che è sinonimo di alto artigianato e manufatti di grande pregio.

Dopo l’apertura a Roma del secondo negozio, lo spostamento a Milano nel 1924 del laboratorio e l’apertura del negozio milanese, l’attività della Manifattura LISIO è in pieno sviluppo. Gli anni Venti e Trenta segnano il periodo nel quale viene notevolmente incrementata la collezione con la creazione di nuovi tipi di tessuti.

Sono anche gli anni dell’amicizia di Giuseppe Lisio con Gabriele D’Annunzio e dei contatti con esponenti della cultura e dell’arte contemporanei: come l’architetto Gian Carlo Maroni, Francesco Paolo Michetti, Giò Ponti, Fede Cheti. Le case regnanti, le ambasciate, gli esponenti della nobiltà, le alte cariche ecclesiastiche sono i maggiori clienti delle “botteghe” LISIO.

Nel 1943 il bombardamento di Milano provoca gravi danni alla casa che Lisio aveva fatto costruire per propria dimora e per ospitare il laboratorio; la situazione storica del momento è molto grave, i quattro negozi LISIO –nel 1933 era stato aperto un punto vendita anche a Parigi- chiudono.
Il 16 aprile 1943 Giuseppe Lisio muore nella sua casa di Rapallo.


Nella generale ripresa del dopoguerra, anche la LISIO riapre la sua attività con i negozi e il laboratorio, dapprima sotto la guida di un nipote, Teodoro Olivieri, e poi della figlia di Giuseppe, Fidalma. Le commissioni sono ampie e coprono settori diversi, dal cinema al teatro, dai costumi storici all’abbigliamento da alta cerimonia, dal restauro alle vesti e accessori liturgici, ai molteplici utilizzi nei complementi d’arredo, come tappezzerie, tendaggi, rivestimento di sedie e poltrone, copriletto.

Nel 1971 Fidalma Lisio istituisce la Fondazione Arte della Seta LISIO con l’intento di tramandare attraverso le sue attività didattiche, culturali e manifatturiere, l’antica arte della tessitura a mano di stoffe in seta e metalli preziosi.

La fine degli anni Ottanta e il decennio successivo segnano un’importante svolta per la Fondazione LISIO:
l’uscita della rivista ‘Jacquard’ che accoglie interventi interdisciplinari di storici dei tessili –tessuti, costumi, merletti, arazzi-, notizie sulle esperienze nelle scuole di secondo grado e universitarie o nell’ambito del tessile come espressione d’arte.

L’attività didattica della Fondazione è arricchita con una serie di corsi indirizzati a studiosi, conservatori e restauratori. Hanno inizio importanti collaborazioni con le Case di Moda per le quali i tecnici della Fondazione hanno dato vita a tessuti assolutamente originali nei quali la sperimentazione e la creatività sono i propulsori per una ricerca innovativa che mantiene però salde le sue radici nella tradizione del tessuto in seta fatto a mano.
Giuseppe Lisio

Tessitrici Manifattura

Lettera D'Annunzio

Fidalma Lisio

Cinema - Film EL CID

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